Conservatori e progressisti. Incontri internazionali e strategie in cantiere

(Maria Eva Pedrerol)

In un mondo in fiamme, progressisti e conservatori a livello globale preparano incontri strategici che sembrano serrarsi in questi mesi. Un vertice internazionale dei progressisti è stato convocato dal premier spagnolo Pedro Sanchez a Barcellona il 17 e 18 aprile. Dopo mesi di contatti e conversazioni con i leader mondiali di sinistra, è nata l’ idea di una riunione per trovare una risposta comune a tutti i progressisti dei cinque continenti. Solo due mesi fa, a Bruxelles, lo scorso 3 Febbraio, le destre hanno tenuto un summit per consolidare un fronte conservatore e nazionalista.

Per la prima volta, i partiti della destra internazionale si sono riuniti in una delle principali sedi delle istituzioni europee, il Parlamento europeo. L’iniziativa era stata organizzata dalle principali reti dell’area più conservatrice e radicale e appoggiata da gruppi europei come i Patrioti. In quella sede, si sono incontrati, tra gli altri, esponenti di Rassemblement National (Francia), Fratelli d’Italia (Italia), AfD (Germania) e Fidesz (Ungheria).

Si è respirata a Bruxelles anche la guerra culturale di Trump durante il summit che ha visto insieme politici di estrema destra ed esponenti di organizzazioni ultraconservatrici di tutto il mondo. Tra gli sponsor, la Heritage Foundation, think tank noto per Project 2025. I partecipanti hanno discusso su temi sociali e religiosi, come la difesa della famiglia tradizionale, la priorità del “diritto al la vita”, la lotta all’immigrazione. clandestina e l’opposizione all’Islam. L’ incontro ha evidenziato che esiste un crescente coordinamento tra le forze conservatrici europee per rafforzare una regia condivisa.

Dall’altra parte dello scacchiere politico, quasi come una ‘replica a distanza’, è stato annunciato il vertice internazionale delle forze di sinistra.
Il “Global Progressive Mobilisation” (GPM) sarà il primo incontro delle forze progressiste che includono il Partito dei socialisti Europei (PES), l’Alleanza Progressista e altri movimenti. Il premier spagnolo “cerca di accendere a Barcellona la miccia di un fronte progressista internazionale”, scrive il quotidiano La Vanguardia. “Sono stati convocati i leader di Europa, America, Africa, Asia e Pacifico per difendere la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, la libertà di espressione e la giustizia sociale”, ha sottolineato Emma Lopez, portavoce aggiunto del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe), citata dal quotidiano di Barcellona. “In questo mondo – ha aggiunto la portavoce – e in questo istante l’Europa dovrebbe avere un ruolo molto importante non solo a difesa del multilateralismo, ma anche in difesa dei diritti umani”.

Il vertice si terrà in occasione della Fiera di Barcellona e la lista dei partecipanti è lunga: da Lula da Silva (Brasile), Ramaphosa (Sudafrica), Orsi (Uruguay) e Petro (Colombia) al presidente del Consiglio Europeo Costa e alla vice-presidente esecutiva della Commissione Europea Teresa Ribera, al vicecancelliere tedesco Klingbeil (SPD). Tra gli ultimi iscritti ci sono la premier della Lituania Ruginiené (socialdemocratica), il vice-premier della Gran Bretagna Lammy ((laburista) e la premio Nobel filippina Ressa. Dagli Usa parteciperà la Global Progress Action.

Strane coincidenze in questo calendario di incontri con due vertici opposti che si confrontano a pochi mesi l’uno dall’altro.

Conservatori e progressisti preparano le rispettive mosse con gli occhi puntati soprattutto sui tragici avvenimenti in Medio Oriente, sulla crisi economica e sui prossimi appuntamenti elettorali. Il primo in ordine di tempo è quello delle elezioni parlamentari in Ungheria che vede il duello tra Victor Orban ed il leader dell’opposizione Péter Magyar.

 

 

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