(Marzia Giglioli)
Una vecchia amicizia potrebbe di nuovo tornare a mostrarsi tra New Delhi e Mosca. Secondo quanto riportato in una esclusiva Reuters, i due Paesi stanno intensificando la loro cooperazione energetica spinta dalla nuova emergenza legata alla guerra in Iran. Entrambe le parti avrebbero concordato di prepararsi alla ripresa delle vendite dirette di gas naturale liquefatto da parte della Russia, per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina. Se l’India decidesse di portare avanti l’accordo, rischia di violare le sanzioni occidentali ma, secondo una fonte, i negoziati potrebbero concludersi in poche settimane.
Appena due mesi fa i diplomatici indiani negoziavano con gli Usa un accordo per attenuare i dazi punitivi sulle esportazioni del paese asiatico, in cambio Nuova Delhi tagliava gli acquisti di greggio russo, in una mossa ampiamente interpretata come “una dolorosa concessione” al Presidente Trump. Ma la guerra in Iran sembra cambiare di nuovo le carte in tavola, spingendo l’India a riallacciare i rapporti con la Russia in termini energetici. Il nuovo accordo sarebbe frutto dell’ incontro avvenuto il 19 marzo a Delhi tra il vice ministro dell’Energia russo Pavel Sorokin e il ministro indiano del Petrolio e del Gas Hardeep Singh Puri, hanno riferito alcune fonti alla Reuters.
I due funzionari hanno inoltre concordato – come riferisce ancora Reuters – di aumentare ulteriormente le vendite di greggio all’India, che potrebbero raddoppiare rispetto ai livelli di gennaio fino a rappresentare almeno il 40% delle importazioni totali indiane nel giro di circa un mese.
L’India era diventata di fatto un acquirente primario di greggio russo, venduto a forte sconto dopo l’invasione dell’Ucraina, e per questo era punto di attrito con l’amministrazione Trump. Ora, secondo alcune fonti, New Delhi avrebbe separatamente dato istruzioni ai propri importatori di energia di prepararsi a riprendere gli acquisti di GNL russo. L’India avrebbe anche già contattato Washington per una possibile esenzione da sanzioni, secondo due altre fonti (come cita Reuters).
I ministeri degli Esteri e del Petrolio indiani non hanno comunque confermato la notizia.
Le autorità indiane hanno invece dichiarato di stare acquistando carichi di gas di petrolio liquefatto (GPL) russo, utilizzato principalmente per cucinare e non soggetto a sanzioni.
Anche il ministero dell’Energia russo ha rifiutato di commentare l’esistenza di eventuali contatti con l’India.
Ma l’attuale momento fa cambiare molte posizioni anche perché rimane una incognita: la durata della guerra in Medio Oriente.
È un fatto che l’India sia stata corteggiata dagli Stati Uniti per decenni come contrappeso strategico alla vicina Cina, ma è chiaro anche che la quinta economia mondiale si è trovata per due volte in meno di un anno in difficoltà a causa di decisioni prese da Washington.
Dopo anni di acquisti di greggio da Mosca a prezzi scontati, Delhi ha ridotto drasticamente le importazioni dopo che Trump, in agosto, ha imposto dazi fino al 50% sulle merci indiane, tra i più punitivi mai applicati a un Paese.
E a questo si aggiunge che le emergenze dell’India sono aumentate rapidamente dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio. La ritorsione di Teheran nello Stretto di Hormuz ha di fatto chiuso la stretta via d’acqua attraverso la quale transita circa la metà delle forniture indiane di greggio e GNL e ora ci sono già lunghe code davanti ad alcune stazioni di servizio indiane, mentre alcuni ristoranti sono rimasti senza gas per cucinare.
La Russia, che ha mantenuto legami amichevoli con l’India fin dalla Guerra Fredda, starebbe ora sfruttando il proprio vantaggio. Del resto, le relazioni bilaterali tra Mosca e Delhi sono da lungo tempo caratterizzate da un ‘sostanziale equilibrio’ con molte collaborazioni reciproche a livello diplomatico, militare ed energetico.
C’è inoltre, tra i due Paesi, un sodalizio che data oltre mezzo secolo. Nel 1971, India e Unione Sovietica ratificarono un Trattato di pace, amicizia e cooperazione che passò alla storia, trattandosi del primo accordo firmato da Mosca durante la Guerra Fredda con un Paese che non abbracciava ufficialmente il socialismo. Da quel primo trattato nacque un proficuo accordo diplomatico che vide i due Paesi sostenersi a vicenda nelle rispettive crisi internazionali.
Più di recente, l’India ha mantenuto una posizione di non allineamento benevolo nei confronti della Russia, astenendosi su alcune risoluzioni delle Nazioni Unite in cui si condannavano la guerra e le violazioni dei diritti umani provocate da Mosca in Ucraina. E non è un mistero che questa neutralità dell’India indispettisca molto la Casa Bianca.



