Giallo sui mercati, speculazioni sul petrolio: chi ‘sapeva’ prima del post di Trump ?

(Marzia Giglioli) 

Mentre ci si chiede quanto durerà la guerra in Iran e se le trattative tra Washington e Teheran siano reali e quale sarà l’esito, in Borsa qualcuno ha già incamerato risultati speculando sul petrolio. È il giallo di questi giorni e vale milioni di dollari. Del resto questa è una guerra che si misura anche sulla volatilità giornaliera delle quotazioni e sull’offerta di greggio che è l’elemento cardine.

Tutto si riferisce al fatto che 15 minuti prima che il Presidente Trump annunciasse in un post su Truth una tregua di 5 giorni per gli attacchi alle infrastrutture petrolifere iraniane (e anche l’avvio di trattative ) sono stati venduti contratti sul petrolio per un valore di 580 milioni di dollari. Subito dopo l’annuncio, le quotazioni del greggio sono crollate, fruttando a chi ha effettuato quelle transazioni un copioso gruzzolo, come riporta Teleborsa.

Ma chi c’è dietro questo movimento? Non è noto chi si sia nascosto dietro quegli scambi sospetti e neanche se siano stati posti in essere da un solo soggetto o da più persone. Una cosa è certa: chi ha effettuato quelle operazioni “sapeva” e l’intera operazione ha una precisa configurazione di reato, l’insider trading.

Tutto è accaduto in una manciata di minuti, di grande valore. Ora negli Usa i Democratici alla Camera vogliono lanciare un’indagine per scoprire se c’è davvero un caso di insider trading e se la fuga di notizie possa portare a sospettati eccellenti. Lunedì, contratti futures sul petrolio hanno invaso Wall Street, registrando un picco improvviso, e senza che ci fosse stata una notizia che ne giustificasse il movimento.

A sollevare il caso è stato il senatore democratico del Connecticut, Chris Murphy. In un post su X, il senatore aveva rilanciato l’osservazione di un analista finanziario, che aveva segnalato uno strano movimento a Wall Street: “In un’unica mossa sono stati acquistati 1,5 miliardi di dollari in futures sull’S&P 500”, cioè puntando su un rialzo dell’indice delle 500 principali aziende quotate negli Stati Uniti, “mentre sono stati venduti 192 milioni di dollari in futures sul petrolio”.

Murphy ha commentato: “Una scommessa da 1,5 miliardi. Più grande di qualsiasi acquisto di futures fatto in quel momento, cinque minuti prima del post di Trump”. “Chi è stato? – ha aggiunto – Trump? Un familiare? Un collaboratore della Casa Bianca?”.

Secondo Bloomberg, si sono registrati movimenti anomali anche su altri mercati (oltre che a Wall Street) tra cui i futures sull’indice tedesco Dax e quelli sull’Euro Stoxx 50.

Ma non è l’unica operazione sospetta. Il venerdì prima dell’inizio della guerra, il 27 febbraio, sul sito di scommesse online Polymarket erano nati 150 account, che avevano piazzato una serie di scommesse incentrate su una possibilità: l’attacco americano a Teheran. Il giorno dopo gli anonimi scommettitori sono passati all’incasso.

 

 

 

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