(Marco Emanuele)
Nel complesso dell’intelligenza visionaria, l’aspetto spirituale chiama alla responsabilità di aperture e legami profondi.
Nessuna tecnologia può determinare l’incontro e il dialogo spirituale. È l’ambito più intimo del piano di relazione umana, razionalizzabile nel senso di ritrovare i limiti della razionalità che ci appartiene.
Nell’ambito spirituale noi esseri umani sperimentiamo l’ascolto, qualcosa che va oltre il parlarsi. È dimensione che supera la separazione tra credenti e non credenti ma che riguarda la natura sostanziale del senso umano.
Recuperare la spiritualità viene prima di ogni nostra convinzione sul mondo, prima di ogni giudizio, antidoto al pregiudizio, forza della conoscenza. Perché conoscere è rinascere insieme, riappropriarci della complessità che siamo e che diventiamo.
Se guardiamo al mondo di oggi, l’aspetto spirituale dell’intelligenza visionaria appare elemento decisivo. Vediamo praticato un realismo che supera tale aspetto nel senso di non considerarlo: la forza per la forza, nel caos imperante, non genera altro che male banale. Tecnologicamente avanzatissimi, ci ritroviamo spiritualmente incapaci di condividere l’intoccabile fondamento dell’umanità incarnata in ciascuno.
Mentre il realismo dominante cerca di imporre Verità, l’aspetto spirituale dell’intelligenza visionaria ci aiuta a comprendere che la verità (scritta volutamente in carattere minuscolo) è processo senza fine, mai determinabile in senso assoluto.
Non c’è invenzione tecnologica che possa definire il senso spirituale, tanto meno viverlo per noi. Al di là di come la pensiamo, siamo e restiamo uomini tra gli uomini.
(English Version)
Within the broader context of visionary intelligence, the spiritual aspect calls for a sense of responsibility towards openness and deep connections.
No technology can bring about spiritual encounter and dialogue. It is the most intimate realm of human relationships, one that can be understood in terms of rediscovering the limits of our own rationality.
In the spiritual realm, we human beings experience listening, something that goes beyond mere conversation. It is a dimension that transcends the division between believers and non-believers but concerns the very essence of human meaning.
Reclaiming spirituality comes before any of our convictions about the world, before any judgement; it is an antidote to prejudice, the strength of knowledge. To know is to be reborn together, to reclaim the complexity that we are and that we become.
If we look at today’s world, the spiritual aspect of visionary intelligence appears to be a decisive factor. We see a form of realism being practised that overlooks this aspect by failing to consider it: force for force’s sake, amidst the prevailing chaos, generates banal evil. Technologically highly advanced, we find ourselves spiritually incapable of sharing the untouchable foundation of humanity embodied in each of us.
Whilst the dominant realism seeks to impose Truth, the spiritual aspect of visionary intelligence helps us to understand that truth (deliberately written in lowercase) is an endless process, never determinable in an absolute sense.
No technological invention can define spiritual meaning, let alone live it for us. Regardless of how we think, we are and remain human beings amongst human beings.



