(Maria Eva Pedrerol)
L’amministrazione Trump starebbe per annunciare a breve un accordo economico con Cuba. Lo ha rivelato USA Today. Mentre il Medio Oriente è in fiamme, si starebbe profilando una soluzione pacifica per l’isola caraibica, un altro dei nodi caldi nella geopolitica mondiale. Secondo il giornale USA, che cita due fonti informate, l’intesa riguarderebbe settori strategici come i porti, l’energia e il turismo. Allo stesso tempo, è allo studio un alleggerimento delle sanzioni. E si sta valutando la possibilità di flessibilizzare i viaggi degli statunitensi a L’Avana, misura per la quale Trump non avrebbe bisogno dell’approvazione del Congresso.
L’articolo ricorda le affermazioni del presidente USA, secondo cui il segretario di Stato Marco Rubio mantiene da tempo dei contatti con il Governo cubano e che “un accordo con Cuba si potrebbe raggiungere facilmente”. Sempre stando alle fonti citate da USA Today, si cerca “una via di uscita” per il presidente Miguel Diaz-Canel e si discute sulla permanenza della famiglia Castro nell’isola. A più riprese, Trump ha parlato di Cuba come di un sistema politico in fase terminale. Tuttavia USA Today rileva come “non è chiaro che cosa otterrebbero Gli Stati Uniti in cambio” dell’accordo.
L’economista cubano Pedro Monreal, attraverso la rete X, ha sottolineato l’importanza dei settori menzionati dall’articolo, porti, energia e turismo. Per Monreal, il turismo andrebbe verso il settore privato, mentre porti ed energia rimarrebbero di competenza principalmente statale. “Vedremo come finisce tutto questo”, conclude.
Le rivelazioni del giornale USA giungono a sorpresa, quando gli osservatori guardavano a Cuba come ad un prossimo e probabile obiettivo di Trump, dopo la cattura del presidente venezolano Maduro e il taglio del rifornimento petrolifero a L’Avana. Del resto, in dichiarazioni recenti, Trump aveva detto che dopo l’Iran si sarebbe concentrato su Cuba, annunciando anche che “il grande cambio sull’isola arriverà presto”. Per molti osservatori si è di fronte ad un netto cambio di strategia da parte di Washington rispetto alle pressioni esercitate finora sull’isola caraibica. Ora l’obiettivo sembra essere quello di favorire una transizione graduale, senza forzature, per arrivare ad un cambio di regime.



