Trump e Putin cercano una exit strategy

(Marzia Giglioli)

Squillano i telefoni del Cremlino e della Casa Bianca: da una parte Putin, dall’altra Trump.

Una telefonata di oltre un’ora, incentrata sul conflitto in Medio Oriente e sull’Ucraina. Mosca manda un messaggio chiaro: “Il successo dell’avanzata delle truppe russe in Donbass dovrebbe incoraggiare Kiev a risolvere il conflitto attraverso i negoziati”.

Il che vuol dire far pressione su Zelensky, per arrivare finalmente a una soluzione per la guerra. Significa anche che Zelensky, già preoccupato di vedersi messo da parte dalla Casa Bianca, impegnata sul fronte mediorientale, ora deve aspettarsi delle mosse che potrebbero non piacergli.

L’Europa avverte: “mentre cerchiamo di trovare elementi per la pace, la nostra posizione rimane invariata. Deve essere una pace vera, con integrità e dignità, basata sul principio che nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina, e certamente nulla sull’Europa senza l’Europa”, ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, intervenendo all’EU Ambassadors’ Conference 2 a Bruxelles. E Von der Leyen assicura: “Sul prestito all’Ucraina l’UE manterrà gli impegni”.

L’Ucraina, per Mosca, è sempre più preoccupazione centrale, mentre la reazione è apparentemente distaccata rispetto alla guerra in Iran, ridotta agli appelli alla de-escalation e agli auguri alla nuova Guida Suprema con la promessa di “una partnership affidabile”.

Sul fronte dell’Iran, Putin ha ribadito a Trump la necessità di trovare una “rapida soluzione diplomatica” e avrebbe anche “avanzato proposte per porre fine al conflitto”, dicendosi anche pronto a cooperare con gli europei “per stabilizzare il mercato energetico” ma solo “a patto che tale cooperazione sia di lungo termine”.

Sia Trump che Putin stanno pensando a una exit strategy nel difficile incrocio delle due guerre in corso con una crisi energetica che preoccupa tutti e che rende urgente una soluzione che sia breve, fintanto che i mercati possono reggere con le contromisure di sostegno.

Lo sa anche Trump che annuncia che la guerra in Iran “è praticamente conclusa e finirà presto” .

E sono proprie le parole del presidente americano sulla fine imminente del conflitto e la possibile cancellazione dei dazi sul petrolio a far calmare i mercati, fermando anche l’impennata delle materie prime. Oggi le Borse sono tutte in rialzo e scendono anche il petrolio e il gas, contribuendo ad allontanare lo spettro di un’inflazione crescente.

Il tempo diventa ora il fattore determinante e le lancette dell’orologio riguardano tutte e due le guerre in corso.

 

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