(Marzia Giglioli)
Gli ayatollah hanno deciso: la Guida Suprema dell’Iran è il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, il figlio prediletto che ha costruito il suo potere nel silenzio tessendo la sua tela mentre le piazze bruciavano per le proteste. È da sempre l’alleato dei generali ed è lui l’uomo guida dei Pasdaran. Da Teheran il messaggio non potrebbe essere più chiaro.
Crolla ogni diplomazia e parlano solo le bombe. Ora Trump si trova di fronte Mojtaba e un Iran ancora più duro. Per il presidente americano ‘la decisione su quando mettere fine alla guerra in Iran sarà presa insieme a Netanyahu’.
Nella notte ancora raid e c’è stata una pioggia di missili sul Golfo. Un drone iraniano ha colpito il Bahrein. Forti esplosioni a Doha. Gli USA ordinano al personale dell’ambasciata USA di lasciare l’Arabia Saudita. Pesanti scontri nel Libano orientale tra le forze militari israeliane e gli Hezbollah. I militari dell’IDF sono entrati nel Paese con gli elicotteri.
Il petrolio schizza oltre i 100 dollari come non succedeva dal 2022 tanto che il G7 sarebbe pronto a discutere oggi il rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche di petrolio per frenare la corsa dell’oro nero. La decisione, già presa in passato dopo l’invasione dell’Ucraina, coinvolgerebbe anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia. Per le Borse è bufera in Europa e sono in rosso tutti i listini. Crolla anche Tokyo.
Dall’attacco all’Iran sono passati 10 giorni e ci sono numerose somiglianze con la guerra in Ucraina: entrambe si caratterizzano come guerre non definite e senza fine. Le guerre hanno i loro confini ma se questi segnano la distruzione totale dell’avversario allora possono essere davvero senza fine.
L’ attacco all’Iran non è solo la distruzione dell’apparato nucleare e la messa in sicurezza dell’America e dell”Occidente, è lo scontro finale tra Israele e Iran, perché entrambi vogliono l’annientamento dell’altro. E c’è l’America che vuole mettere fine a questa guerra all’ Occidente che l’Iran ha dichiarato da dopo la caduta dello shah.
Non ci sono mediazioni per questo. Negli anni, abbiamo assistito solo a dei ‘rimandi’. Ma se la distruzione è l’obiettivo, c’e’ davvero da chiedersi quando questa guerra potrà finire. E quale sia da considerarsi il ‘livello di distruzione’ sufficiente e chi potrà fermarla.



