Iran, il nodo della successione

(Marzia Giglioli) 

Mentre continuano i raid sull’Iran, è conto alla rovescia su chi sarà il successore di Khamenei. Voci ancora non confermate riportano che Mojtaba Khanenei, figlio della Guida Suprema, indicato come suo probabile successore, sia rimasto ferito in un raid mirato ad ucciderlo.
Gli Ayatollah annunciano intanto di aver trovato un accordo sulla nomina della nuova Guida Suprema.

Intanto la guerra in Iran sembra puntare sempre di più al secondo obiettivo, quello di rovesciare il regime, perché quello militare è molto avanzato, come l’altro di aver messo a terra l’economia del Paese: oggi sono state colpite le raffinerie principali del Paese. Trump annuncia che ‘lì abbiamo colpiti dove fa più male’ e dice no a qualsiasi compromesso. L’esito, per la Casa Bianca, non può che essere quello dello smantellamento nucleare per non dover tornare ad una nuova guerra tra 10 anni.

Il Presidente USA dimostra sempre di più di aver scommesso sull’Iran per inviare un messaggio ai nemici ‘ovunque’ e dimostrare la natura della nuova America e la sua connotazione di ‘America First’. La nuova Guida in Iran non può che esserne una conseguenza. Donald Trump vuole ‘eleggere’ il nuovo leader dell’Iran ma le ambizioni del presidente degli Stati Uniti potrebbero scontrarsi con fattori più complessi: Uniti sul ‘regime change’, l’intelligence USA è prudente.

Formalmente, il verdetto spetta all’Assemblea degli Esperti ma, nell’attuale fase di crisi, tutto è possibile: la decisione, apparentemente, è tra chi vuole blindare il regime attraverso il figlio dell’ex Guida religiosa e chi spinge per una guida più collegiale o moderata. Entrambi i fronti presentano sfumature diverse. E non è escluso che, in assenza di una chiara transizione, la forza militare d’élite dell’Iran, i Pasdaran, possano assumere la leadership. Sono proprio loro, in queste ore, ad annunciare di essere ‘pronti a combattere altri 6 mesi’.

Sul fronte dei curdi iracheni Zagros Enderyari, politico del comitato Affari esteri del partito curdo iraniano per il Kurdistan libero (Pjak), dichiara in un’intervista a Fanpage.it che ‘questa non è la guerra del popolo iraniano, è una guerra tra Israele e Iran per il potere regionale e per difendere i loro interessi. Noi vogliamo essere una nazione libera’.

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