E’ ancora più guerra

(Marzia Giglioli)

È guerra senza esclusione di colpi: il fuoco incrociato tra Iran e Israele attacca il Libano. Tutta la regione è in fiamme: questa mattina esplosioni a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha.

Attacchi iraniani nel Bahrein. Nella notte l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi nel sud del Libano, in risposta al lancio di razzi e droni verso il nord d’Israele. Gli Hezbollah minacciano ‘rappresaglia per il sangue innocente di Ali Khamenei’. Almeno dieci morti per i raid su Beirut nella notte. Trump sostiene che 48 leader iraniani sono stati uccisi ‘in un colpo solo’, ma annuncia colloqui con ‘la nuova leadership’ su loro richiesta. Trattativa smentita però dal capo della sicurezza iraniana Larijani: l’Iran ‘non negozierà’ con gli Stati Uniti.

Il conflitto ‘potrebbe durare quattro settimane’, fa sapere Trump, ma la situazione è talmente esplosiva che ogni previsione è davvero impossibile. Intanto l’Iran annuncia la nomina della nuova Guida Suprema della teocrazia ‘in 1-2 giorni’.

Siamo nel pieno di uno degli eventi più destabilizzanti degli ultimi decenni e a una crisi geopolitica gravissima. L’attacco congiunto condotto dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, battezzato “Ruggito del Leone”, rappresenta un punto di rottura senza precedenti negli equilibri mediorientali così come le risposte dell’Iran contro Paesi non direttamente coinvolti nell’attacco.

L’instabilità è cifra e conseguenza di questi giorni. Sia l’operazione USA-Israele che le risposte di Teheran confermano una radicale trasformazione degli equilibri regionali attraverso la violenza. L’emersione di un ordine diverso nella regione non può avvenire con il sangue dei popoli. The Global Eye, continuando a seguire gli eventi, esprime sconcerto e condanna per quanto è drammaticamente in corso.

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