(Marzia Giglioli)
Alla fine, la risposta di Trump è arrivata con “il ruggito del leone’, attacco all”Iran e un’azione congiunta con Israele.
Il ministro della Difesa israeliano Katz ha dichiarato ‘lo stato di emergenza immediata in tutto il Paese’. Teheran tuona: ‘la risposta sarà schiacciante’.
Mentre l’attacco è in corso ci si chiede quali siano gli scenari possibili: l’attacco potrebbe essere un mezzo per ribaltare lo stallo delle trattative con Teheran, annientandone l’arsenale nucleare e missilistico e piegando quindi l’avversario per ottenere il massimo dei risultati, oppure quello di mettere da parte ogni diplomazia possibile e attuare
un’operazione molto più ampia, con la finalità di rovesciare il regime iraniano.
Nel primo caso potrebbe trattarsi di un conflitto breve ma i rischi di un impegno prolungato sul terreno rimangono comunque molto alti, anche se in questi giorni dall’establishmet della Casa Bianca uno dei mantra sembrava essere quello di evitare una guerra lunga che non verrebbe certamente bene accolta dall’opinione pubblica americana.
Il presidente americano su Truth annuncia: ‘Abbiamo provato a fare un accordo con l’Iran ma ha rifiutato. Distruggeremo i missili, non avrà il nucleare’, 41 minuti per spiegare che che al centro di tutto c’è la sicurezza degli americani. ‘Abbiamo iniziato una grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano’, ha aggiunto Trumph.
Ma quale sarà la risposta di Teheran? il regime iraniano si sta preparando da tempo, tesaurizzando la dura lezione della guerra dello scorso anno. Come aveva scritto giorni fa il Financial Times, l’Iran ha siglato un accordo di fornitura di armi con la Russia del valore di circa 591 milioni di dollari per l’acquisizione di migliaia di sistemi di difesa aerea portatili Verba (MANPADS). Il contratto, firmato a Mosca nel dicembre 2025, comprende 500 unità di lancio e 2.500 missili 9M336 da consegnare in tranche dal 2027 al 2029, con la possibilità che alcuni sistemi siano già arrivati.
Scatta intanto la reazione dell’Iran all’attacco congiunto di USA e Israele, con due ondate di missili lanciate contro il Nord dello Stato ebraico. Le forze di difesa hanno riferito di aver intercettato ‘missili lanciati dall’Iran verso lo Stato di Israele’. Suonano le sirene anche a Tel Aviv e nella parte centrale del Paese.
Il presidente israeliano Herzog: ‘Spero in un cambiamento storico in tutto il Medio Oriente. E’ un passo drastico e storico’.
A questo punto, la durata del conflitto potrebbe riguardare non solo Washington.



