2025, il crepuscolo atlantico

(Marzia Giglioli)

E’ d’uso, all’inizio di un nuovo anno, fare un bilancio dei 12 mesi precedenti. Per gli amanti del genere, è tradizione scegliere la parola dell’anno o un concetto che ne disegni i contorni.

Se dovessi scegliere una definizione tra le tante scaturite nel 2025 sarebbe ‘crepuscolo atlantico’.

Anche se non è misurabile, è evidente come in un anno si sia modificata su entrambi i fronti la percezione di un’ alleanza che ha cementato fino a ora sia l’Europa che gli Stati Uniti.

A dicembre 2024, vale la pena ricordare, c’erano già i sintomi evidenti di un mutamento progressivo e un sondaggio dell’ECFR (European Council on Foreign Relations), condotto in 11 Stati membri dell’UE (più Svizzera, Regno Unito e Ucraina) appena dopo le elezioni presidenziali statunitensi, aveva già misurato i nuovi ‘livelli’, con una visione pessimistica relativa al partenariato transatlantico.

Le ombre (in Europa) hanno ovviamente spessori diversi a seconda dei Paesi, ma la realtà è che ci si muove ormai su uno scacchiere diverso con uno scenario crepuscolare che mette le radici anche nel nuovo anno.

Sta di fatto che cresce tra gli europei la tendenza a guardare agli Stati Uniti meno come un alleato che condivide gli stessi interessi e valori e più come un partner necessario con cui cooperare strategicamente. Il sondaggio di ECFR rileva anche ‘che gli intervistati di diverse tendenze politiche vedono Trump in modo piuttosto diverso e ciò potrebbe indicare divisioni sul tipo di relazioni transatlantiche che vorrebbero vedere in futuro’. E non ultimo pesa il capitolo di se e come si realizzerà la pace in Ucraina.

Ma se si entra nelle ombre ci sono anche quelle sul futuro dell’Europa, sulla sua capacità di essere unita, perché gli europei tendono ora a vedere l’UE sotto una luce più cupa, o comunque più critica. Tra i gruppi più ottimisti e pessimisti sulle prospettive e il potere dell’Unione, ci sono altri due schieramenti che riconoscono sfumature di grigio. ‘Mentre il bagliore dell’alleanza transatlantica si affievolisce – si legge in una nota dell’ ECFR – i leader possono rivolgersi a questi gruppi per ottenere sostegno nel tentativo di illuminare il cammino dell’Europa’.

Il crepuscolo è solitamente inteso come il periodo subito dopo il tramonto, quando la luce si affievolisce. Tecnicamente parlando, tuttavia, corrisponde a qualsiasi momento della giornata in cui il sole è appena sotto l’orizzonte. Quindi può anche riferirsi all’alba: l’attimo prima di un nuovo giorno. Questa stessa ambiguità descrive bene le attuali relazioni tra Europa e America.

Come a dire che il vecchio atlantismo sta scomparendo, ma uno nuovo dovrà nascere, presto o dopo una lunga notte.

Per i leader favorevoli agli interessi e alla cooperazione europea, questo rappresenta un’opportunità per rilanciare le relazioni transatlantiche. Ed è anche un’opportunità per rendere l’Europa un partner più autonomo, flessibile e, in definitiva, più sicuro e sicuro di sé.

Vedremo se l’anno che inizia porterà a sinergie più complesse o se si limiterà ad un atlantismo meno sentimentale.

 

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